La Commissione europea ha presentato oggi le prime iniziative del nuovo pacchetto per l’energia pulita, con l’obiettivo di stimolare gli investimenti in soluzioni energetiche pulite prodotte in Europa, rafforzare la resilienza del sistema energetico continentale e alleggerire il peso dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese.

Il pacchetto arriva in una fase di fortissima tensione internazionale, mentre prosegue il conflitto iniziato il 28 febbraio tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, un’escalation che ha di fatto paralizzato i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui normalmente transita circa un quinto del petrolio e del GNL mondiale, e che nei giorni scorsi ha alimentato una nuova fiammata dei prezzi di petrolio e gas.

Dopo l’impennata, i mercati hanno però parzialmente corretto, scommettendo su una rapida chiusura del conflitto in seguito alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui la guerra potrebbe finire prima del previsto. Una lettura respinta da Teheran, che continua a escludere un ritorno ai negoziati in questa fase e insiste sul fatto che sarà l’Iran a determinare i tempi della fine delle ostilità.

È in questo quadro che Bruxelles insiste sulla necessità di ridurre in modo strutturale la dipendenza europea dai combustibili fossili importati.

Una serie di misure pensate per evitare crisi nel lungo periodo

Presentando il pacchetto, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, ha osservato che il dossier energia è stato “per molto tempo, almeno negli ultimi mesi, se non da più a lungo”, principalmente “concentrato sulla competitività industriale”. Ma, ha aggiunto, in realtà il tema “copre aspetti diversi ed è sempre scosso dalla geopolitica”.

Per Ribera, “per molte famiglie, le bollette energetiche rappresentano già una quota significativa del loro bilancio mensile” e “la nostra esposizione ai mercati globali dei combustibili fossili significa che subiamo le conseguenze della volatilità”.

Il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, ha sottolineato l’importanza del pacchetto a fronte dell’attuale crisi mediorientale, nonostante la proposta sia stata pensata prima del conflitto.

Jorgensen ha voluto chiarire che l’Europa si trova “più preparata” rispetto al 2022 quando si trovò a gestire l’impennata dei prezzi dell’energia dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Abbiamo diversificato il nostro approvvigionamento energetico”, ha sottolineato il commissario, sottolineando che oggi l’UE ha “molta più energia rinnovabile nel nostro sistema energetico” e vanta una maggiore efficienza dal punto di vista energetico. “E infine, il legame tra i prezzi del gas e i prezzi dell’elettricità è minore di quanto fosse nel 2022”, ha osservato.

Il Commissario ha sottolineato che l’UE non sottovaluta “la gravità della crisi attuale e la stiamo monitorando molto da vicino” come dimostrato anche dalla riunione dei ministri dell’Energia del G7 che ha cercato di fare il punto della situazione e la possibilità, all’occorrenza, di rilasciare sul mercato le riserve strategiche. “Dobbiamo comunque concludere che al momento non abbiamo un problema di sicurezza dell’approvvigionamento. Pertanto, tutto ciò che dovremo fare dovrà essere temporaneo e mirato. E la nostra strategia di lungo periodo resta valida”, ha osservato.

Secondo Ribera, “l’energia pulita prodotta in casa è l’unica soluzione duratura di lungo periodo” non solo “per la nostra competitività”, ma anche “per l’accessibilità economica per le nostre famiglie”.

La vicepresidente ha inoltre insistito sul fatto che il pacchetto presentato oggi “fa parte della risposta di lungo periodo” che la Commissione intendeva costruire “fin dall’inizio”. “Non è stato sviluppato sullo sfondo dell’attuale contesto energetico”, ha spiegato, ma “l’attuale contesto energetico mostra quanto sia importante lavorare per spianare la strada che avevamo iniziato già da tempo”.

Colmare il divario tra capitale privato e il fabbisogno di investimenti

L’iniziativa si colloca nel solco del Piano d’azione per un’energia accessibile, presentato il 26 febbraio 2025, che Bruxelles definisce uno strumento per coniugare competitività, sicurezza, sostenibilità e maggiore accessibilità dei prezzi per cittadini e imprese.

Uno dei pilastri del pacchetto è la strategia di investimento per l’energia pulita, con cui l’esecutivo europeo punta a colmare il divario tra il capitale privato oggi disponibile e il fabbisogno di investimenti necessario per modernizzare il sistema energetico europeo. L’obiettivo è ridurre il rischio dei progetti e mobilitare risorse private a favore delle reti, delle tecnologie innovative per l’energia pulita e dell’efficienza energetica. In questo quadro, la Commissione lavorerà in stretto coordinamento con il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), che intende mobilitare oltre 75 miliardi di euro nei prossimi tre anni a sostegno della transizione pulita.

È inoltre previsto un contributo indicativo fino a 500 milioni di euro al Fondo di investimento per le infrastrutture strategiche, pensato come capitale di ancoraggio per specifici progetti infrastrutturali energetici collegati agli obiettivi del pacchetto reti europee. Questo impianto si inserisce nel più ampio sforzo della Commissione per rafforzare le infrastrutture energetiche e il sostegno finanziario al settore, anche nel quadro del prossimo bilancio pluriennale 2028-2034.

Energia per i cittadini

Un secondo asse riguarda il cosiddetto Pacchetto Energia per i Cittadini, con cui Bruxelles prova a dare una risposta più immediata al tema delle bollette e della povertà energetica. L’idea è costruire un sistema energetico che metta maggiormente i consumatori al centro, rendendo più semplice cambiare fornitore, aumentando la trasparenza delle informazioni su contratti e fatture e favorendo una riduzione del peso fiscale sulle bollette elettriche.

 “Sappiamo che i prezzi dell’energia plasmano la vita quotidiana di milioni di persone”, ha affermato Ribera, avvertendo che “qualsiasi interruzione come quella che vediamo proprio ora può annullare l’equilibrio faticosamente conquistato dalle famiglie che lavorano”.

La vicepresidente ha ricordato anche che molte persone “soffrono di povertà energetica e hanno difficoltà a riscaldare le loro case o a pagare le bollette”.

Da parte sua, Jorgensen ha sottolineato che la Commissione ha “una raccomandazione molto chiara” per gli Stati membri: “se siete in qualunque misura in grado di abbassare le tasse sull’energia, in particolare sull’elettricità, c’è un potenziale enorme”. Infatti, come indicato dal commissario, In media, il potenziale di risparmio sulle bollette energetiche in Europa sarebbe di 200 euro l’anno abbassando le tasse.

 “Vogliamo anche rendere più rapido e più semplice il cambio di fornitore di energia, per aiutare i consumatori a sfruttare così la concorrenza sul mercato. Questo porterebbe a un risparmio medio di 152 euro l’anno se fosse pienamente attuato”, ha aggiunto.

“Infine, abbiamo davvero bisogno di rendere molto più diffusi i contratti elettrici intelligenti e flessibili e i dispositivi energetici intelligenti. Questo può in alcuni casi ridurre le bollette energetiche fino al 40%”, ha affermato il commissario UE.

La Commissione lega esplicitamente questa dimensione sociale dell’energia al tema della competitività industriale: un’energia più economica, nella lettura dell’esecutivo comunitario, resta essenziale per sostenere il tessuto produttivo europeo, ma anche per evitare che la transizione energetica scarichi i suoi costi sui nuclei più vulnerabili. Bruxelles ricorda inoltre che oltre 46 milioni di europei sono colpiti dalla povertà energetica.

Il nucleare di nuova generazione

Il terzo capitolo del pacchetto è dedicato al nucleare di nuova generazione, con la strategia europea sui piccoli reattori modulari. La Commissione ha adottato a marzo 2026 la strategia SMR, presentandola come uno strumento per accelerare lo sviluppo e la diffusione di piccoli reattori modulari e reattori modulari avanzati in Europa. Secondo Bruxelles, queste tecnologie possono contribuire a fornire energia pulita e prodotta localmente, rafforzando al tempo stesso sicurezza energetica, capacità industriale e competitività. La strategia prevede nove azioni e punta a fare in modo che i primi progetti europei diventino operativi all’inizio degli anni 2030, facendo leva anche sul lavoro dell’Alleanza industriale europea sugli SMR.

La Commissione prevede inoltre di valutare un’integrazione aggiuntiva di 200 milioni di euro di InvestEU, provenienti dal Fondo per l’innovazione fino al 2028, per sostenere le prime unità commerciali di tecnologie nucleari innovative attraverso strumenti di de-risking. Bruxelles insiste infine sulla necessità di costruire una filiera europea scalabile, rafforzare le competenze e mantenere gli standard di sicurezza più elevati.

Sul nucleare, Ribera ha precisato che, “per quegli Stati membri che scelgono il nucleare”, la Commissione ha individuato come prioritaria la necessità di continuare a migliorare le capacità europee “di sviluppare e guidare gli sviluppi innovativi”, per fare in modo che i piccoli reattori modulari “possano far parte di questa soluzione” e “abbiano il potenziale di svolgere un ruolo importante nel disaccoppiamento dai combustibili fossili”. La strategia, ha spiegato, serve a facilitare il lavoro comune per sviluppare “standard comuni, licenze comuni e un approccio di flotta”.

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